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- Get Onboard - Chitarra Elettrica e Musica 4 all
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Scritto da Redazione - Pubblicato: Mer, 14/04/2010 - 13:17
Eric Bibb
Get onboard (Telarc Blues – 2008)
Nato a New York nel 1951, Eric Bibb è figlio d'arte, suo padre, Leon Bibb, era piuttosto famoso negli anni '60, ed il pianista John Lewis, artefice del celebre Modern Jazz Quartet, era suo zio.
Si avvicina quindi subito alla musica e giovanissimo inizia a suonare la chitarra, nel 1969 Eric Bibb suona la chitarra con la Negro Ensemble Company, poi si trasferisce in Europa, trascorrendo gli anni Settanta prima a Parigi e poi in Svezia.
Al ritorno a New York, si inserisce nella scena musicale della città suonando come “spalla” di Sonny Terry, Brownie McGhee, Tania Maria, Etta James e dei Persuasions ma la vera attività discografica personale inizia a metà anni Novanta.
“Non ho dubbi ad affermare che si tratta di uno dei progetti più coinvolgenti della mia carriera”: così Eric Bibb definisce “Get Onboard”, suo quinto album dato alle stampe dalla Telarc.
“È un’ulteriore esplorazione di quel luogo musicale in cui il blues incontra il gospel e il soul. E con questo disco voglio trasmettere un messaggio semplice ma molto diretto: vorrei che la gente mi seguisse, non solo in quanto artista, e condividesse lo spirito che guida l’album, uno spirito di unità”, aggiunge il cantante e chitarrista.
Il Nostro incarna perfettamente i panni dei Grandi bluesmen del passato perchè la sua musica sembra immersa nella musica nera mantenendo però una freschezza che la rende perfettamente attuale, un'Artista assolutamente trasversale che viaggia a cavallo tra blues, soul, gospel.
Il disco è registrato a Nashville, “Get Onboard” vede la partecipazione straordinaria di Bonnie Raitt, alla slide guitar in If Our Hearts Ain’t In It, e di Ruthie Foster, alla voce, con Bibb, in Conversation, a cui vanno aggiunti il tastierista e produttore Glen Scott, il chitarrista e bassista Tommy Sims e il batterista Lemar Carter. 
I brani del disco:
01. Spirit i am
02. The promised land
03. New beale street blues
04. Get onboard
05. If our hearts ain’t in it (con Bonnie Raitt)
06. Pockets
07. River blues
08. Deep in my soul
09. Conversation (con Ruthie Foster)
10. God’s kingdom
11. Step by step
12. Stayed on freedom
Brevi appunti di "viaggio" per sottoporvi questo splendido disco, un'autentico piacere da ascoltare per l'altissima "arte" contenuta e la cura nella registrazione!
"Spirit I am" apre come meglio non si potrebbe l'album con un brano deciso, corale, segue l'acustica "The promised land" dove chitarra slide ed armonica emergono.
A seguire “New beale street blues” splendido omaggio a New Orleans, che precede il brano che da il titolo al disco, impeccabile ed ipnotico l'intreccio armonica/voce.
Arriviamo a quello che reputo uno dei due brani che valgono, da soli, l'ascolto dell'album “If our hearts ain’t in it”, la voce di Bibb è sorretta da un coro gospel e impreziosito dalla slide di Bonnie Raitt: perfetto!
“Pockets” torna al blues acustico in un'armonia semplice ed intensa che riporta alle tradizioni, così come "River blues”, quasi sussurrata ed intima.
“Deep in my soul” ci trasporta in territorio country, slide sul fondo e coro soul, mentre per il secondo ospite d'onore, Ruthie Foster, Bibb sforna un'altro brano eccezzionale “Conversation” che emoziona e colpisce al cuore grazie a due grandissime voci e una struttura strumentale senza nessuna sbavatura: perfetto!
“God’s Kingdom” permette di riprendere fiato grazie alla leggerezza che trasmette, “Step by step”, dedicata a Martin Luther King, è un'altra bella ballata acustica con l'immancabile lap-steel.
Si chiude con “Stayed on freedom”, un inno alla libertà.
Un disco veramente bello, intenso, profondo e leggero al contempo, mai noioso o ripetitivo che, non appena finito di ascoltare, non vedrete l'ora di far ripartire ... spero seguirete il solito consiglio: Ascoltate!
